La Solidarietà è una Madre


Lo scorso 18 dicembre, nel corso dell’ultimo incontro di OL3, abbiamo definito metaforicamente la Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica come una famiglia, tratteggiando quelle che sono le figure più importanti all’interno di quest’ultima e tracciando dei collegamenti con i principi cardine della DSC :
– la Casa rappresenta Il Bene Comune,
– il Padre rappresenta la Sussidiarietà,
– i Bambini e gli Anziani rappresentano il Principio Persona;
– la Madre rappresenta La Solidarietà.
A pensarci bene tuttavia la Solidarietà è un principio che, al contrario degli altri, non sembrerebbe sempre necessario : siamo chiamati ad essere solidali a Natale, perché dobbiamo essere tutti più buoni, a Pasqua, perché un tipo di nome Gesù Cristo è morto in croce per noi, in occasione di grandi calamità naturali, perché sennò ci sentiamo quasi in colpa di averla scampata, a favore di associazioni che si occupano di casi umani particolarmente toccanti, perché hai visto mai, potrebbe succedere anche a noi…
Siamo sinceri, se facendo un’astrazione immaginassimo di vivere in un mondo perfetto, senza povertà, senza malattie, senza calamità naturali, popolato esclusivamente da persone buone e responsabili, la Solidarietà non avrebbe alcun senso, sarebbe inutile, mentre una madre non è mai inutile, anzi è necessaria sia per generare la vita, sia per farla crescere nel modo giusto.
E allora dov’è l’inghippo? E’ forse sbagliato il paragone?
Dobbiamo avere la lucidità di saper guardare OL3 i luoghi comuni, cominciando a capire che la Solidarietà non è una buona azione, non è un atto più o meno meritevole di approvazione. La Solidarietà è un principio della DSC che indica uno stato, un modo di essere tipicamente umano, indipendente dalle nostre azioni, è un legame che ci unisce per il solo fatto che siamo uomini e siamo esseri sociali, nati per vivere in una comunità di individui simili a noi. La Solidarietà è la consapevolezza intrinseca che siamo tutti parte di un’unica famiglia umana, fa parte del nostro DNA, è stampata nel nostro corredo genetico. Ecco perché scegliere di essere solidali, nella concretezza della vita di tutti i giorni, ci fa stare meglio, perché corrisponde ad un nostro bisogno interiore inespresso, che, se ascoltato, ci fa essere pienamente umani.
Questo bisogno è negato dalla cultura economica dominante, quella liberista, che ci spinge alla competizione, che vede il nostro vantaggio nel superamento del prossimo invece che nel suo aiuto, che premia chi sgomita per primeggiare, che onora chi è più ricco, più famoso, più bello, che privilegia l’individualismo sociale in luogo della solidarietà.
Chi sceglie di vivere in modo solidale si sente debitore verso il prossimo, tanto verso le generazioni passate che verso quelle future, vive donando il proprio tempo, le proprie energie, non perché sia più buono, ma perché riconosce che siamo tutti interconnessi, nel tempo e nello spazio, capisce che il modello economico liberista del self made man è solo il frutto di una menzogna sociale. Chi vive in modo solidale è in realtà un benefattore di sé stesso, applica nel modo più razionale ed efficace le leggi economiche, perché capisce che il pieno e duraturo benessere individuale si può raggiungere solo guardando al benessere collettivo. L’economista premio Nobel John Nash affermò qualche anno fa questo principio, ad indicare che quanto sopra risponde ad un sistema economico non astratto, ma concretamente correlato con la nostra natura umana.
La Solidarietà è una madre, perché costituisce il legame tra le generazioni e tra gli uomini, perché ci fa riconoscere tutti facenti parte di un’unica famiglia, che per progredire e crescere nel modo migliore deve saper accogliere e proteggere ogni individuo, riconoscendo quanto il valore di ciascuno sia importante per il benessere della collettività.
La Solidarietà, insieme alla Sussidiarietà e al Principio-Persona, ci fa perseverare nel perseguire il Bene Comune, nel costruire la nostra casa per il benessere e lo sviluppo responsabile di tutta la famiglia umana.

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#temiOl3

  • 10527621_319450061513206_8925441035976221652_nQualcosa è cambiato. No, non al Governo, perché cambiano le persone, ma la tendenza a fare troppi provvedimenti spot è sempre la stessa (a che servono, tanto per dirne una, 1000 asili nuovi se non si fanno figli e se chi ce li ha è vessato dalle tasse?). No, non in Parlamento, perché “fatta la legge, trovato l’inganno” e ormai decidono più i giudici degli onorevoli (anzi, forse questa potrebbe essere una novità, ma no, è già cosa vecchia). Insomma, qualcosa è cambiato intendevamo qui, tra noi, a #OL3.

    Dopo il lungo tour, faticoso ma entusiasmante, che ha coinvolto oltre 40 parrocchie romane, abbiamo raccolto moltissime adesioni per la 3 giorni di formazione con persone da varie parti d’Italia (dalla Lombardia alla Sicilia, passando per le Marche), che porteranno i nostri contenuti nei loro territori, appassionando,anzi, "immischiando" a loro volta, altri amici.

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