Se il sale perde sapore

La mattina delle elezioni, chiacchierando con gli amici e i conoscenti dopo la Messa, ho avuto la conferma di una sensazione: nove su dieci non sapevano per chi votare e non si sentono rappresentati. Il labirinto e, diciamo pure, il caos che escono dal voto rafforzano questo stato d’animo. Se i due principali schieramenti sono riusciti a fare il pieno di voto identitario, arroccandosi sui posizionamenti storici, evidentemente non riescono ad essere maggioranza nel paese: è mancato il rinnovamento, la capacità di avere idee e programmi convincenti, di proporre facce nuove, a destra come a sinistra. Il voto per Grillo è evidentemente sintomo di tutto questo. Si capisce molto bene la rabbia delle persone e non si può semplicemente condannarla. Il senso di vuoto che si prova nei confronti della politica è frutto di tante oggettive delusioni. La mancanza di entusiasmo verso il futuro è provocata da una classe politica non all’altezza. Conosco tanti, soprattutto giovani, che in buona fede hanno votato il Movimento Cinquestelle. Ma all’indignazione deve seguire un progetto; alla critica, le proposte. Come si avverte, allora, l’assenza di coloro che dovrebbero essere il sale della terra. Anche il vecchio simbolo dello scudo crociato è quasi sparito. Evidentemente anche questo non avviene per caso, i cosiddetti centristi erano ormai, nonostante l’impegno sincero di tanti, che conosco anche di persona, solo il pallido ricordo di un movimento di ispirazione cristiana propositivo, propulsivo e capace di essere maggioranza. E i cattolici non li hanno votati, se non in minima parte. Da qui si deve ripartire. Ora che il sistema mostra sempre più le sue crepe, è il momento della semina. È, davvero, come dico da tempo, ora di andare oltre. Come già scrivevo a caldo dopo il voto (ma come d’altronde ripeto da mesi), io qualche idea ce l’ho: e non si tratta di inventarsi ricette straordinarie, ma della Dottrina Sociale della Chiesa. Un’idea chiara e bella di uomo. Famiglia e lavoro come pilastri. Attenzione per i giovani. Solidarietà tra generazioni. Ragionamenti di lungo periodo e con orizzonti ampi. Impegni da qui a due generazioni. Sguardo rivolto al futuro. Torniamo a dare sapore alla politica. Torniamo a dare speranza alla nostra patria.

 Gianluigi De Palo

Presidente OL3 – Nè indignati, nè rassegnati

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#temiOl3

  • 10527621_319450061513206_8925441035976221652_nQualcosa è cambiato. No, non al Governo, perché cambiano le persone, ma la tendenza a fare troppi provvedimenti spot è sempre la stessa (a che servono, tanto per dirne una, 1000 asili nuovi se non si fanno figli e se chi ce li ha è vessato dalle tasse?). No, non in Parlamento, perché “fatta la legge, trovato l’inganno” e ormai decidono più i giudici degli onorevoli (anzi, forse questa potrebbe essere una novità, ma no, è già cosa vecchia). Insomma, qualcosa è cambiato intendevamo qui, tra noi, a #OL3.

    Dopo il lungo tour, faticoso ma entusiasmante, che ha coinvolto oltre 40 parrocchie romane, abbiamo raccolto moltissime adesioni per la 3 giorni di formazione con persone da varie parti d’Italia (dalla Lombardia alla Sicilia, passando per le Marche), che porteranno i nostri contenuti nei loro territori, appassionando,anzi, "immischiando" a loro volta, altri amici.

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